Per coniugare i vantaggi delle due tecniche(PRK –LASIK) negli ultimi anni si è cercato di mettere a punto un laser che potesse lavorare all'interno della cornea con la massima precisione e sicurezza eseguendo incisioni alla profondità desiderata: l'introduzione del laser a femtosecondi, soddisfando completamente queste richieste, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in chirurgia refrattiva consentendo di eseguire una lasik senza i rischi legati al microcheratomo ma soprattutto con maggior precisione, ripetibilità e rispetto del tessuto corneale, creando dei lembi con diametro e spessore assolutamente corrispondenti a quelle desiderate; si può in pratica programmare un lembo personalizzato per ogni singolo paziente, indipendentemente dalla curvatura e spessore corneale eliminando la tanta indesiderata variabilità tipica dei microcheratomi meccanizzati, senza più creare dalle conseguenze imprevedibili come un taglio incompleto o irregolare.
Proprio grazie alla sua grande versatilità oltre che per la lasik la stessa sicurezza e precisione può essere sfruttata per altri interventi di chirurgia corneale, come i trapianti lamellari o a tutto spessore, le incisioni arcuate, l'impianto di anelli intrastromali per il cheratocono, accrescendone notevolmente il livello di precisione e affidabilità.
Si tratta quindi di un “bisturi” che può lavorare all'interno della cornea realizzando in maniera atraumatica delle microincisioni indispensabili in diverse tipologie di interventi.
Il laser intrastromale ha ottenuto l'approvazione dell'FDA ( organo di controllo federale degli USA ) nel dicembre 1999, momento dal quale è stato sviluppato da varie case costruttrici fino a renderlo nelle ultime evoluzioni strumento di assoluta precisione e affidabilità, ormai indispensabile in chirurgia refrattiva.
Per garantire ai pazienti i massimi livelli di sicurezza l'intera stazione operativa viene collocata non in una “sala laser” ma in un sala operatoria vera e propria, unico ambiente in grado di assicurare condizioni di sterilità e ridurre notevolmente la probalità di complicanze infettive.
Anche nei trapianti a tutto spessore si può scegliere la geometria del lembo da trapiantare e del letto ricevente con migliori risultati post operatori in termini di cicatrizzazione e astigmatismo residuo con più rapido recupero funzionale e migliore qualità visiva.